Genius Locus e tanti altri geni nella serata di Yussef Dayes

Nel caldo di questi primi giorni di agosto, il Locus Festival ha acceso gli animi di tanti appassionati di Black Music e regalato ieri sera un concerto di pura energia con Yussef Dayes alla batteria. Il sabato del Locus inizia presto, esattamente alle 19:00, in Largo Mazzini. Quando si arriva, ci si trova davanti uno degli scorci più intimi e belli del centro storico di Locorotondo.

C’è alberto Castelli che presenta alcune delle storie più belle della musica Soul. Collabora alla stesura di una collana di libri che è stata intitolata, appunto, Soul Books e la presenta con una passione e una disinvoltura disarmanti. Il suo curriculum dice che ha lavorato per Radio Rai (Radio 1-2-3) conducendo, tra gli altri, programmi quali Stereonotte, I Concerti di Suoni & Ultrasuoni, Radio 1 Musica, Battiti, Fuochi, File Urbani. Ha scritto per molte testate tra cui “Il Mucchio Selvag- gio”, “Fare Musica”, “Rockstar”, “Blow Up”, “Repubblica XL. Ascoltiamo ore che potrebbero essere considerate vera e propria divulgazione musicale. Un viaggio nella storia della musica e della cultura dell’America degli anni 60 e 70, intervallati dall’ascolto di alcuni degli artisti che hanno fatto grande la musica soul: Otis Redding, Marvin Gaye e tanti altri. Il pubblico lo ascolta rapito; al termine qualcuno dirà di aver avuto la pelle d’oca…non ostante i 40 gradi circa. Al termine della lezione tenuta da Castelli ci fermiamo a parlare di radio e di musica. Poi lui ci dà un consiglio: “bisogna avere pazienza, non arrendersi, e lavorare con la nicchia”. Ci congediamo tra sorrisi, strette di mano e l’invito a diffondere il verbo della musica nera. Le 21 segnano l’ora di inizio di quella che sarà una serata pazzesca in Piazza Moro. Iniziano i Panoramico, che presentano il loro primo album “Locus EP” e sale l’attesa per Yussef Dayes. Andiamo nel backstage e l’atmosfera è,come sempre, intima e accogliente, con lucine colorate che rendono l’esperienza ancor più entusiasmante. Yussef Dayes arriva presto e si siede in una poltroncina. Anche lu, che viene dall’Inghilterra, deve soffrire un po’ questo caldo. Alle 22:00 inizia il concerto, salgono sul palco Yussef Dayes, Mansur Brown al basso e alla chitarra e Charlie Stacey alle tastiere. Il risultato lascia tutta la platea strabiliata con quelli nelle prime file che ballano sui ritmi serrati del battterista britannico. Non è musica, è un’atmosfera, è uno stato d’animo.

Quello che più colpisce, oltre ai virtuosismi di Dayes e Brown, è la giovanissima età. Abbiamo assistito a una dimostrazione di talento senza precedenti nella nostra esperienza personale e speriamo anche di aver conosciuto il prossimo grande nome del Jazz per i prossimi dieci o venti anni. Alla fine del concerto, fatto di jazz intrinso di bass music, Yussef si ferma con i fan sotto il palco, firma autografi e fa foto mettendo su un paio di occhiali da sole. Però la notte calda di Locorotondo non finisce, continua al Mavù Club con Nick Williams e Sad City a rappresentare l’etichetta Meda Fury. Il Locus Festival prosegue così su due versanti: le sonorità elettoniche al Mavù Club e altre chiacchierate di musica in Largo Mazzini con Nicola Gaeta su un un percorso video-musicale attraverso ascolto, cinema e letteratura nella cultura afroamericana di inizio millennio. Oggi si continua con Deproducers, non basta, vogliamo altra black music, vogliamo altro Locus Festival.