Frah Quintale: al Demodè un clamoroso stream of consciousness

<p class="rtejustify">Sabato 17 novembre YesWeRadio era al Demodè Club di Modugno per il concerto di Frah Quintale. Il locale è sold out, super sold out: la maggior parte della gente è già dentro un’ora e mezza prima dell’inizio del live ed intona a cappella la playlist “Indie Italia” una traccia di Calcutta alla volta. Solo un anno fa il cantante bresciano si esibiva a Castellana Grotte, con un pubblico curioso di ascoltarlo ma ancora troppo timido rispetto alla sua musica; lo stesso Frah cercava ancora una sua identità precisa: portava in giro per l’Italia “Regardez-Moi”, il suo primo disco da solista conquistando al suono di “Sì, ah!” l’intera penisola. Più che qualsiasi altra traccia è questa a rappresentare l’evoluzione dell’artista: solo 12 mesi fa Frah Quintale approfittava dell’intro del pezzo per istruire il suo pubblico, per indicargli come cantare il ritornello; adesso i fan urlano già alla prima nota e lui può permettersi di fermarsi, sorridere e rendersi conto cos’è stato in grado di realizzare. Frah Quintale non conosce distinzione d’età, di genere e neanche di generi. “Questi non sanno se è rap o è indie” (canta in 64bars, prodotta da Bassi Maestro) e sembra davvero non importare a nessuno. Il pubblico si diverte, fa divertire, trasmette un’emozione rara, vive ogni istante con una partecipazione strabiliante. Restano lì a vederlo gravitare, cantano ogni singolo verso, anche quelli delle cover o delle canzoni che vantano una sua collaborazione; non si fermano un attimo, così come non lo fa lui. L’intero concerto è uno stream of consciousness clamoroso, un’onda che travolge la folla, un terremoto che si scatena ad ogni BPM, ad ogni ennesimo salto. Lui “farebbe a piedi Roma, Bari e anche Brescia” ed i suoi fan sembrano pronti a seguirlo nella marcia, a dargli un passaggio se lo incontrano per strada. La sua musica è un esodo, è la storia di un viaggio partito da più molto più indietro rispetto a quanto si possa solo immaginare: racconta a modo suo, a modo nostro, una generazione che deve lasciare un porto sicuro per farsi le ossa; che parte da casa sua per cercarne una nuova, un passo più avanti. Bari è pronta ad accoglierlo.</p>