About Blank live a Loco52.L'intervista.

Il giovane e talentuoso chitarrista putignanese, Gabriele Dalena, ha presentanto il suo progetto cantautoriale ABOUT BLANK domenica 14 ottobre nel primo appuntamento della rassegna "La Controra" dello spazio culturale Loco52 che ci ospita. Noi non ci siamo fatti scappare l'occasione per fargli qualche domanda.
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Ciao Gabriele, come ti sei avvicinato alla musica?
L’interesse per la musica nasce in tenera età, solo in un secondo momento, però, ho realizzato che più di ogni altra cosa mi sarebbe interessato partecipare attivamente, sentendomi un po’ come quegli artisti che ammiravo; per la precisione quel momento è arrivato con la visione del videoclip di We Are The World, che riuniva tutti quegli artisti che mi avrebbero aperto una porta verso un mondo che mai avrei immaginato esistesse, in particolar modo Ray Charles e Bob Dylan.
 
Da dove nasce la tua musica?
Non la considererei la “mia” musica ma la musica. Credo, infatti, che un cantautore, come anche uno strumentista o un cantante, sia un tramite; nella creazione di un brano, ad esempio, mi capita di avere la sensazione che quel determinato giro armonico o quella determinata melodia esistesse già e fosse solo in attesa di essere fissata. In generale credo che la musica che ho scritto sia terapeutica, un dialogo con me stesso.
 
Da dove trai l’ispirazione per le tue canzoni?
L’ispirazione è un qualcosa di molto personale e credo sia strettamente legata all’individualità, al modo personale di vedere le cose.
 
Che tipo di musica fai?
È una domanda alla quale è difficile rispondere. Direi che cerco quanto più di essere me stesso, se dovessi parlare in termini di generi musicali parlerei forse di alternative rock, indie folk, soul.
 
Chi è About Blank?
Un legame tra il mio passato, presente e futuro; il frutto di ciò che ho imparato in 24 anni ed il coraggio di dimenticarlo.
 
Ti proponi come cantautore: sono immagini o messaggi quelli che desideri “far passare”?
L’idea delle immagini mi piace molto, che siano istantanee o in movimento. Anche attraverso le immagini si può lasciare un messaggio.
 
Quali strumenti suoni?
Chitarra, pianoforte, tastiere/synth.
 
Quanto ha inciso il luogo in cui sei nato sul tuo modo di scrivere?
Inaspettatamente ha inciso molto anche se in un primo momento avrei detto di no, ma forse la riflessione, il bisogno di evasione tipici della provincia hanno giocato la loro parte.
 
Se ti chiedessi di elencarmi tre nomi di artisti che ti hanno realmente influenzato?
Justin Vernon, John Mayer, Miles Davis.
 
Tre aggettivi per descrivere la tua musica
Sincera, terapeutica, riflessiva.
 
Se non fossi musicista saresti…
Pessimo in qualcosa.
 
Quale pensi sarà la tua canzone “biglietto da visita”?
Reckless
 
Il verso di una tua canzone che ti racconta meglio
For our crime to watch through rain, nowhere is the place to stay” ( Everyone Falls Asleep)
“Per il nostro crimine di guardare attraverso la pioggia, nessun luogo è il posto in cui stare”

 La canzone che avresti voluto scrivere
“Heroes”  -  David Bowie
 
Tre canzoni (di altri) che ami e perché
I. “If you see her, say hello”  - Bob Dylan, per la sua delicatezza e per essere la colonna sonora della mia scena preferita dalla mia serie tv preferita (How I Met Your Mother).
II.“29 #Strafford APTS” – Bon Iver, per la contaminazione e perché è la canzone che mi ha fatto capire di voler essere un cantautore.
III. “Let Down” – Radiohead perché …….. sono i Radiohead.
 
Il disco che ti ha cambiato la vita
For Emma, Forever Ago – Bon Iver
 
Il libro sul comodino ora
Due: Lettere a Theo – Vincent Van Gogh e Uno, nessuno e centomila – Pirandello.
 
Di quale film vorresti scrivere o aver scritto la colonna sonora
Quasi tutti i film che amo hanno grandi colonne sonore e non sarebbero tali senza. Dico però “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (tradotto in maniera barbara “Se Mi Lasci Ti Cancello”).
 
Qual è il tuo strumento musicale preferito e perché
Tra le categorie di strumenti la chitarra elettrica per la sua versatilità, capace di essere potente e delicata allo stesso tempo. Tra i miei strumenti nessuno in particolare, sono molto affezzionato alla definizione letterale di “strumento “: un tramite tra me e l’ascoltatore
 
Cosa ti piace degli esseri umani contemporanei?
Ciò che mi piace degli esseri umani è l’intaccabile relazione tra il sistema di valori ed il benessere, una corazza difficilmente distruttibile.
 
Cosa non ti piace degli esseri umani contemporanei?
L’idea verticale della vita, con annessa terminologia come “sgomitare” o “successo”; non credo sia nella natura umana ma più un frutto della contemporaneità

 

Dopo l'intervista Gabriele è salito sul palco e ci ha lasciati senza fiato. ABOUT BLANK è un progetto da seguire con attenzione anche attraverso FACEBOOK e YOUTUBE